Archivio

Archivio dell'autore

E Certe Volte Sarebbe Meglio Stare Zitto…

19 Novembre 2009 Alberto 1 commento

Esatto!

Se probabilmente non avessi parlato nell’articolo precedente dell’influenza suina che in questo periodo sta piegando le ginocchia a tutti,  non mi ritroverei io stesso a dover consumare chili di fazzolettini e medicame vario per contrastare st’Anfame!Ha impiegato 3 giorni a mostrarsi in tutto il suo “Splendore”, domenica sera ha iniziato dalla testa, mi sentivo come se mi avessero dato una martellata, ma di quelle potenti, accompagnandola con brividi di freddo paurosi. Lì ho pensato: E’ fatta, dopo 8 anni ininterrotti, mi toccherà stare a casa da lavoro… Il giorno dopo saltellavo nel mio laboratorio come se non avessi avuto nulla… Ed è lì che sei fregato!!! Lunedì e martedì sembrava che andasse tutto bene e invece mercoledì… ZAC!!!!!!!!!! Eccola, maledetta che si prende gioco di me sfogandosi con un raffreddore tremendo, dolori articolari sparsi un pò ovunque ma… Senza febbre. Bevo come un assetato, mangio come un affamato… Almeno da una parte non mi ha tolto la possibilità di fare qualcosa! Anni fa ci dissero che saremmo stati a letto con l’australiana, la francesce, l’africana, l’americana, con la gallina, ma con la maiala proprio no… La lascio a chi ne ha bisogno, io ho ben altro da fare!

Comunque… Se non dovessimo sentirci, sapete almeno qual’è il motivo!

Ciao!!!!

A certe cose non posso credere…

17 Novembre 2009 Alberto 1 commento
Certo che è davvero un paradosso…
Curare l’influenza suina creando i vaccini dai “veicoli” accusati di contagiare con l’influenza aviaria!!!
Non immaginavo proprio che per creare in laboratorio il vaccino contro l’attuale influenza suina, servissero gli embrioni, cioè le uova fecondate.
Leggendo l’articolo mi sovviene il solito dubbio…
A cui ovviamente non posso e non voglio dare ulteriore importanza, poichè di congetture su questa attuale influenza se ne stanno già creando in massa considerevole in rete.
Però è davvero assurdo…
clipped from www.corriere.it
L’influenza A e il business delle uova

Il virus che serve per preparare il vaccino viene
coltivato sulle uova embrionate di pollo

A Rosia, vicino a Siena, dove si trova lo stabilimento della multinazionale svizzera Novartis che produce il vaccino, arrivano, da quest’estate, 150 mila uova al giorno. Un uovo da vaccino vale più del doppio di quello che finisce sulle nostre tavole: almeno venti centesimi.
Proprio perché deve essere fecondato, non bastano le galline: ci vuole anche il gallo. Per questo il procedimento è più complesso. Un tempo le galline predilette dall’industria farmaceutica, si legge nel libro, erano le livornesi: piumaggio bianco e uova bianche, perché così è più facile vedere attraverso il guscio se si è formato l’embrione. Adesso però si usano anche quelle dal guscio rosso dal momento che le macchine più moderne riescono lo stesso a vedere all’interno
E c’è anche chi è certo che si troveranno meno uova e polli sul mercato e che i loro prezzi saliranno.
  blog it
Categories: Curiosita'

Scatti dal mondo selvaggio…

11 Novembre 2009 Alberto Lascia un commento
Fantastica! Si commenta da sola. Non credo si possa aggungere altro ad una foto così bella!
clipped from roma.corriere.it
Fotografi di natura in mostra a Roma
Wildlife Photographer of the Year: in mostra a Roma 85 scatti premiati. Qui sopra, «Alba polare», un incredibile scatto dell'inglese Miguel Lasa, che ritare un orso polare nella luce perfetta dei primi raggi del sole (premio Visioni creative della natura)
  blog it
Categories: Curiosita'

Sono sempre i soliti sondaggi…

6 Novembre 2009 Alberto 2 commenti
Beh, però a pensarci bene tanto sbagliati non potrebbero essere! Io sostengo sempre che se provengono dall’Inghilterra, trovano il tempo che corre, però di sti tempi, sembra tutto più enfatizzato. Crisi, licenziamenti, problemi al lavoro. E questo sicuramente influisce sulla resa. Che poi la colpa sia dei datori di lavoro… Lascio ad ognuno il suo pensiero!
clipped from www.corriere.it
Ridurre lo stress per ridurre i costi

I titolari delle imprese accantonare atteggiamenti rigidi e autoritari e imparare a gratificare i propri dipendenti per ridurre frustrazione, demotivazione e anche costi

Un consiglio ai datori di lavoro: abbiate cura dei vostri dipendenti e fate sì che possano lavorare senza stress e liberi dall’ansia. Così facendo l’azienda potrebbe risparmiare migliaia di euro.
La principale responsabilità di tale situazione sarebbe
dei manager, che dovrebbero accantonare atteggiamenti rigidi e autoritari e imparare invece a gratificare i quadri inferiori, dando loro feedback positivi, consentendo maggiore flessibilità sul lavoro e concedendo giorni liberi come premio.
«non bisogna sottovalutare l’importanza di dire “bravo” a un dipendente», ma a quanto pare è più facile che un lavoratore sia rimproverato per un errore commesso piuttosto che gratificato per un risultato raggiunto.

Secondo il National Institute for Health and Clinical Excellence britannico

  blog it
Categories: Curiosita'